Vuelta a España 2025, i corridori hanno votato per neutralizzare e fermare la corsa se avverranno gravi incidenti con i manifestanti

C’è chiaramente preoccupazione tra i corridori della Vuelta a España 2025 riguardo alle proteste degli ultimi giorni. Le manifestazioni contro la presenza in gara della Israel-Premier Tech che ormai quotidianamente si stanno verificando al passaggio della corsa spagnola si stanno facendo ogni giorno sempre più estreme, arrivando a mettere a rischio la sicurezza dei partecipanti e, nonostante i proclami e le rassicurazioni degli organizzatori, anche il prosieguo della gara. Al di là delle due tappe (la numero 11 e la 16) nelle quali non si è potuto raggiungere il traguardo originario per via dei manifestanti, si sono infatti registrati diversi episodi pericolosi per l’incolumità degli atleti, come quando un dimostrante ha cercato di invadere (senza riuscirci) la sede stradale e l’intervento di un poliziotto che cercava di bloccarlo ha provocato la caduta di due corridori.

Ieri, nella frazione conclusasi a otto chilometri dall’arrivo per via del gran numero di manifestanti presenti sulla salita finale, era stato anche abbattuto un albero con l’intenzione di bloccare la strada dove di lì a poco sarebbe transitata la corsa, mentre Marca riporta che i corridori sono stati oggetto di lancio di puntine da disegno, alcune delle quali, oltre a provocare delle forature, hanno colpito al volto diversi atleti. Tutti questi episodi hanno portato questa mattina a una riunione tra i rappresentanti delle squadre e a un sondaggio promosso dal CPA nel quale i corridori hanno votato la decisione di neutralizzare (e, di conseguenza, fermare) la corsa se avverranno gravi incidenti che possono mettere a rischio la loro sicurezza.

In rappresentanza degli altri corridori, Jack Haig (Bahrain Victorious) ha in seguito parlato ai media di questa decisione, specificando che riguarda solo la tappa odierna: “Abbiamo deciso che, in caso di incidente, avremmo cercato di neutralizzare la gara e che sarebbe finita lì, perché alla fine correre verso un traguardo indefinito non è proprio uno sport corretto – le parole dell’australiano, riportate da Cyclingnews – Purtroppo siamo coinvolti in qualcosa che forse non ci riguarda nemmeno e al momento siamo solo delle pedine in una partita a scacchi molto grande che purtroppo ci sta influenzando“.

“Ieri la situazione ha iniziato a diventare un po’ scomoda perché ci sono stati alcuni atti che forse miravano deliberatamente a danneggiare i corridori, abbattendo alberi, spargendo puntine da disegno sul terreno e appiccando incendi – ha aggiunto Haig – Ora la situazione sta iniziando a diventare un po’ scomoda. Penso che tutti vorrebbero arrivare a Madrid, ma abbiamo bisogno che ciò avvenga in modo corretto e che i corridori siano al sicuro“.

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